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SCUOL
“L’Erbario Essiccato” del laghitano Domenico Coscarelli (Nicola Longobardi, Castellammare di Stabia NA, 2006) del 1804 è un esemplare unico di manoscritto, che raccoglie e descrive centinaia di specie del regno vegetale, e che è stato esposto al Museo Correale di Sorrento fino al 31 maggio 2007. L’autore era nato il 29 giugno 1772 a Lago (CS), e fu Portabandiera del Reggimento Principessa Reale al servizio di S. M. Ferdinando IV Re di Napoli. Il sottoufficiale borbonico era “un appassionato naturalista” che aveva tra i suoi molteplici interessi, anche quello di raccogliere ed essiccare erbe e di attingere, principalmente dalla cultura popolare tradizionale, informazioni sulle loro qualità medicinali.
Il libro “Poesie Varie di Leopoldo Cupelli” del 2001, a cura di Francesco Volpe, è una raccolta delle poesie scritte dal laghitano Leopoldo Cupelli. Sono poesie “civili”, “patriottiche” e “romantiche” dove si denota una assomiglianza a Giosuè Carducci. In quelle “civili” si può apprezzare il suo animo socialista e l’ “anticlericalismo positivistico” contro la “monarchia vaticana”.
Essendo il Cupelli un appassionato lettore e studioso degli scrittori francesi dell’ ‘800, nelle sue poesie “romantiche” si possono apprezzare le note nostalgiche di un grande amore giovanile ed il rimpianto di una stagione che non torna più.
“La Vita di Stefano, brigante Calabrese” di Antonio Coltellaro (Stampa Sud, Lamezia Terme, CZ, 2007) racconta la vita di Stefano, che visse per tanti anni a Lago e che dapprima era soldato, poi partigiano ed infine brigante. Era soprannominato il “Giuliano della Calabria” nell’Appenino Silano ed era un brigante vecchio stampo che rifuggiva dalla violenza gratuita ed interveniva in favore dei deboli e degli oppressi
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“Storia dello Stato di Aiello in Calabria:
Aiello, Serra Aiello, Cleto, Lago, Laghitello, Savuto”
1978
di Rocco Liberti
( professore originario di Oppido Mamertina RC che
insegnava italiano ad Aiello Calabro negli anni ’ 60 )
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“ARCHIVIO AUDIO-VISIVO
della MEMORIA STORICA di LAGO”
di Maria Sacco e Laila Provenzano (Mazzitelli,
Cetraro CS, 2005)
di 112 pagine
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“Narrazione storica di don Nicola Cupelli”, Sacerdote di Lago fine 1800 Inizia come segue: “L’una delle più controvertite fondazioni di Padrie nella Calabria, io la stimo la Padria di Lago, sì per la fondazione, sì ancora per tracciarne il nome; e su di ciò vari sono li sentimenti, perché non vi fu istorico, ed autorevole, che di questo argomento scritto avesse, perciò si è dato motivo ai molti scritti, nei quali ciascheduno discorrendo giusto ciò che trovò scritto d’altri, estimò più verisimile, intralciò di molti inverisimilitudini il discorso; su di ciò Barrio lib. 2. ver:138; e Marafioti lib.4. cap :13; altro non dicono, essere contenti di averne solo raccordato il nome. L’abate Pirri lo nota vicino alla città di Nepezia, oggi l’Amantea num.9 Eccl. Panorm. e che, il Conte Ruggiero donò alla chiesa di Palermo, con data 1101, qual poi confirmò il Re Ruggiero suo figliolo, l’anno 1153, ma ciò sarà abbaglio, che niuna scrittura antica lo conferma. Io però, che mi ho sortito i miei natali, ho avuto fortuna di saperne alcune cose, e da molte notizie avute, e da tradizioni, e da manoscritti sciegliendone la meglio, mi sforzerò dargli quel solo, qual sarà più conforme alla congettura dè tempi; “dirai à qual fine, se tanti per numero, per qualità, valentissimi scrittori, non anno lasciato argomento alcuno, senza maneggiarlo?” ….
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“Manoscritto di Giovanni Giannuzzi Savelli” per fornire informazioni riguardanti la casata dei Cupelli e cenni storici su Lago (1905)
“Egregio Cavaliere, la nomina cavalleresca del vostro antenato Cupelli Eugenio, essendo stata fatta dal Papa, non può trovarsi nel grande archivio di Stato di Napoli, dove ad ogni modo ho iniziato le relative ricerche. Andrò pure alla Biblioteca Nazionale e in altre, allo scopo di rintracciare qualche manoscritto o libro a stampa, per vedere se vi fossero riportati i ruoli antichi dei due ordini cavallereschi dell’ordine dello Speron d’Oro e dei Conti Palatini, ma ella comprenderà che per fare ciò occorrerà del tempo. Quindi, abbia la bontà di attendere. In quanto al compenso, non domando nulla. Giacchè lei dovrà essere certamente uno studioso, amante dei fasti antichi dei nostri buoni avi, così qui appresso le vado a fare conoscere qualche cosa intorno a codesto paese di Lago, dimenticato perfino dal famoso storico calabrese Barrio detto lo Strabone di Calabria, il quale, nella sua monumentale opera “De antiquitatae et situm Calabriae. Romae 1571”, sembra si sia dimenticato di Lago, il quale, così ne parla dopo aver visitato San Pietro in Amantea :”Nec longe Lacum pusillum castellum est”. (poco lontano vi è un piccolo castellotto chiamato Lago) Qui è da far notare che Barrio non conosceva affatto Lago, che contava ai suoi tempi quasi 3000 anime, compreso Laghitello; quindi impropriamente lo definì pussillum. Infatti, poco tempo dopo la morte del Barrio, in Lago (compreso Laghitello), vi erano ben 709 famiglie e 888 nel 1632; nel 1797 a Laghitello gli abitanti sommavano a 1050 ed in Lago a 2800 circa…” Copia del precedente testo come fu scritto dal Savelli:
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| ARTICOLO su LEOPOLDO CUPELLI di Francesco Gallo PUBBLICATO su “STORICITTA’” (marzo 2008) | ||||
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“LAGHITANI nel MONDO” di Francesco Gallo (3° Edizione, 2007), in 626 pagine e con 400 illustrazioni, descrive l’esperienza dei 4000 laghitani sparsi in America, Australia, Europa ed in altri Comuni italiani. Tramite lettere e documenti, il testo descrive la partenza e l’integrazione dei nostri paesani, presentando le storie delle singole famiglie ed un elenco dettagliato di chi, dove, quando e come emigrarono da Lago. Riporta delle interviste telefoniche e le E mail dei compaesani che hanno gentilmente collaborato alla realizzazione di questo volume dedicato ai nostri padri e nonni, protagonisti intrepidi che osarono tuffarsi nell’ignoto per poter sperare in un futuro migliore. ENGLISH VERSION: The revised and enlarged 3rd Edition (2007) of the book “LAGHITANI nel MONDO” (“Laghitans in the World”) by Dr. Francesco Gallo has 626 pages and 400 illustrations that describe the experience of 4000 Laghitans as immigrants in North and South America, Australia, Europe and others cities in Italy.
Through original letters and documents, the text reports who, where, when and how our fellow townsmen emigrated from Lago, a town of Calabria in Southern Italy.
It offers the readers the contents of phone interviews and E-mails the author received from Laghitans who graciously contributed to create this volume dedicated to our ancestors, grandparents and parents who courageously plunged themselves into unknown lands in the hope of a better life.
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“GUIDA
STORICO-CULTURALE di LAGO CS
con DIZIONARIO
DIALETTALE laghitano-italiano-inglese”
di Gino e Francesco Gallo
3° Edizione ampliata e rielaborata in 604 pagine e con 200 illustrazioni cerca di preservare le tradizioni culturali e linguistiche di Lago, un paese della Calabria. Il dizionario elenca 4000 parole del dialetto laghitano tradotte in italiano ed in inglese. Un capitolo mostra delle cartine stradali indicando dove alcune famiglie di Lago vivevano negli anni ’50. Altri capitoli descrivono alcune ricette culinarie tipiche laghitane e frasi idiomatiche. Altri mostrano vecchie foto di parroci e sindaci di una volta, ed eventi culturali o sportivi del passato. ENGLISH VERSION The revised and enlarged 3rd Edition (2005) of the book “HISTORIC-CULTURAL GUIDE of the town of LAGO CS with a DICTIONARY of its DIALECT” by Gino and Francesco Gallo has 604 pages with 200 illustrations attempts to preserve the cultural and linguistic traditions of Lago, a town of Calabria in Southern Italy. The dictionary lists 4000 terms of the dialect spoken in Lago and translates them into Italian and English. One section shows old maps of the neighbourhoods labelling specific sites where certain families lived 50 years ago. Another section lists old recipes for cooking the Laghitan food our grandmothers used to make. Also found are idiomatic phrases, old photos, description of ex Pastors and Mayors, and sports and cultural events of the past). N.B.: LIBRO FUORI STAMPA ed ATTUALMENTE NON DISPONIBILE ( AT PRESENT the BOOK IS OUT OF PRINT and thus NOT AVAILABLE)
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APPREZZAMENTI del libro “LAGHITANI nel MONDO” di Francesco Gallo ð dell’Avv. CARMINE BRUNI, laghitano verace, fondatore nel 1961 del giornale “La Frontiera” (dicembre 2007) “…E’ un’opera originale nel suo genere, miniera di notizie, argomentata con l’esperienza diretta e personale d’emigrato da Lago in U.S.A., il quale ha voluto ritornare dopo essersi laureato in Biologia negli Stati Uniti, conseguendo un’ulteriore laurea in Medicina in Italia dove svolge attualmente la professione di medico a Padova. Il dott. Francesco Gallo si porta dentro una nota di malinconica sofferenza per aver dovuto lasciare in tenera età, con tutta la famiglia, il suo paese natale. Ma, con questa sua pubblicazione, rimargina e rende produttiva, culturalmente, siffatta ferita e dà stura a tutta una gamma di considerazioni e di valutazioni, con dovizia inesauribile di dati, di nomi di persone e di un’altrettanto storia di laghitani in U.S.A.. ..”
ð del Prof. Remo Naccarato, nato ad Aiello Calabro CS nel 1933, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Direttore della Scuola di Specializzazione presso l’Università di Padova “Nella Seconda Edizione del 2006 del libro ‘LAGHITANI nel MONDO’ vengono delineate anche le diversità sulle attività esplicate dai singoli emigrati e rapportate alle differenti aree di emigrazione e di soggiorno. Si presentano così interi nuclei familiari di artigiani, contadini, professionisti che con impegno e sacrifici hanno affrontato la Diaspora. La stessa lingua è rivissuta nelle varie inflessioni e radici dialettali. Con dovizia di particolari sono riportate le abitudini di svago, di alimentazione, di giochi infantili, spesso confrontati con usi e costumi dei paesi di arrivo. Siamo in presenza di uno spaccato sociale molto variegato e con sfaccettature che ci riportano ai periodi della numerosa emigrazione che ha caratterizzato ampie zone della Calabria. Il volume va letto e meditato con interesse ed impegno per fare propri i numerosi messaggi che certamente l’Autore approfondirà e riprenderà uno per uno.”
ð dell’Astronauta laghitano Mario Runco Jr. (28.08.2006) Mario Runco Jr., figlio di un laghitano, è un astronauto della NASA “…I received the second edition you sent me and I wanted to thank you very much for being kind enough to send me a copy as well as for giving me a credit within the book. By the way I have looked it over and am currently reading it. I must say the book is outstanding. It is obvious you have put a great deal of effort into it for quite some time and it shows. Given my ability in Italian, it will take me a while to read it all. Your efforts are worthy of praise from all Laghitani all over the world. Stay well my friend..” Sincerely Mario Runco
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PUBBLICAZIONE in INTERNET di un ARTICOLO di 70 pagine scritto da Francesco GALLO riguardante dei PIONIERI COLONIZZATORI del PAESE di SALIDA nel COLORADO (USA) tra il 1880 ed il 1930: sito WEB http://www.salidaarchive.org/pages/pioneers.html.
Parte della RELAZIONE dell’Avv. Alfonso Caruso durante il CONGRESSO sull’ IMMIGRAZIONE ed EMIGRAZIONE (Lago: settembre 2007) EMIGRAZIONE ED IMMIGRAZIONE
In tema di emigrazione ed immigrazione, la mia è la “voce del dissenso” rispetto a certe posizioni conformiste e ad usum delphini di una certa parte politica. E’ una “voce fuori dal coro”, libera da condizionamenti e da logiche di parte. Su questa importante e delicatissima problematica, quindi, la mia analisi non riscuoterà favorevoli consensi. La mia valutazione nasce da un attento ed obiettivo esame degli avvenimenti accaduti e che tuttora accadono, nel rispetto di quel valore “non negoziabile” che è la verità. Mi consola la constatazione che i due terzi degli italiani condividono sull’argomento la mia stessa posizione, che, a scanso di equivoci, non è né intransigente né intollerante. Nessuno nega che il grande flusso migratorio degli extracomunitari, dagli anni 80 ad oggi, rappresenta un importante ed indifferibile opportunità per ragioni demografiche (carenza di nascite, invecchiamento della popolazione e la stessa nostra precedente emigrazione) e per esigenze occupazionali (mancanza di manodopera in particolari settori lavorativi e il poco gradimento da parte dei nostri connazionali dei lavori più umili ed usuranti). E’ indubbio, quindi, che gli immigrati rappresentano una forza necessaria per lo sviluppo della società italiana e che il loro apporto assicura notevoli benefici alla nostra comunità e allo Stato. E ciò anche perché come lavoratori essi costituiscono(quelli regolari e regolarizzati, naturalmente!) una fonte di reddito e di ricchezza in quanto assoggettati a contribuzione. Su questo punto ed in quest’ottica le varie opinioni concordano. E la società civile guarda al fenomeno sociale dell’immigrazione senza ingiustificati allarmismi e pregiudizi ideologici. Ciò che non è condivisibile, invece, è il paralogismo e il parallelismo tra l’emigrazione italiana del secolo scorso e l’attuale immigrazione extracomunitaria che una alcuni ben noti partiti politici italiani tentano di costruire. Il tentativo di richiamare il nostro passato di emigranti, l’odissea da essi vissuta e la nostra storia di grande Paese di emigrazione per equipararla a quella straniera extracomunitaria non trovano riscontro nella realtà. L’accostamento è intellettualmente e moralmente inaccettabile e storicamente infondato e, soprattutto, offensivo ed oltraggioso nei confronti dei nostri emigranti. Una tale ricostruzione dei fatti è strumentale ed ha lo scopo di giustificare, ed ammorbidire agli occhi degli italiani l’ingresso indiscriminato ed illegale degli immigrati nel nostro paese. E così, per il fatto di essere stato un Paese di emigranti, si fa passare per atto dovuto e un debito da pagare nei confronti degli extracomunitari, quello che, invece, è un dovere di accoglienza da compiere, anche se non fossimo un Paese di forte emigrazione, per sentimento alto e nobile di umanità e per ubbidienza al cristiano comandamento di amore verso il prossimo. Il nomadismo è nato con l’uomo e terminerà con l’uomo. Nasce da uno stato di bisogno e di necessità: la mancanza di lavoro nel proprio Paese e miserevoli condizioni ambientali. Da sempre, dunque, emigrare è stato, è e sarà una dolorosa necessità. E non solo per gli italiani.
L’emigrazione italiana L’emigrazione italiana non è stata un’ondata migratoria illegale, selvaggia e clandestina. Salvo pochi casi di clandestinità, essa è sempre avvenuta, dal luogo di partenza al luogo di arrivo, nel pieno rispetto delle leggi interne italiane e degli obblighi e condizioni imposti dai paesi esteri (Nord e Centro America, Canada, America Latina, Australia e Paesi europei). E, una volta insediatisi nel nuovo contesto sociale, è avvenuta nella più assoluta osservanza delle leggi dei nuovi Paesi. L’ammissione degli emigranti era subordinata a rigidi requisiti: innanzitutto, al sistema di programmazione annuale su quote numeriche, sicchè non si poteva superare quel determinato numero. Era, altresì, richiesta una minuziosa specifica documentazione: l’atto di richiamo, l’affidavit dei parenti o del datore di lavoro, il contratto di lavoro, l’attestato di precedente esperienza lavorativa con almeno tre anni di apprendistato, l’accertamento da parte delle varie Ambasciate, mediante esame di idoneità, dell’attività precedentemente svolta, i certificati penale, di carichi pendenti, di buona condotta, di sana e robusta costituzione, del titolo di studio, l’attestato di non essere anarchico o affiliato a partiti totalitari e, per gli uomini il foglio matricolare. L’emigrazione italiana è stata una componente importante nella dinamica demografica-economica del nostro Paese. Dal 1850 a tutto il 1984 trenta milioni di italiani hanno lasciato l’Italia per le grandi emigrazioni transoceaniche ed europee. Tra questi, molti calabresi, costretti a partire in cerca di lavoro e di fortuna per paesi e terre lontane, lasciano casa, affetti familiari e, pagando un pesante e doloroso tributo di sofferenze, di stenti e di sacrifici nella speranza di migliorare le proprie condizioni sociali ed economiche e offrire una esistenza e una vita più dignitosa ed agiata alle proprie famiglie e ai propri figli, prendono le vie del mare, già alla fine XIX secolo, ma soprattutto, tra le due guerre. E ancora più numerosi dal 1946, finita la seconda guerra mondiale e ristabilitesi in Italia la democrazia e le relazioni internazionali.Lago è uno dei “paesi calabresi con la valigia” per l’alto numero di emigrati che supera la 4000 unità, secondo dati ufficiali, purtroppo sottostimati per difficoltà di registrazione e di accertamento, in merito, soprattutto, all’immigrazione interna, riportati, peraltro, nel libro “Laghitani nel mondo” del nostro concittadino, Dr. Franco Gallo, emigrato di ritorno dagli Stati Uniti, attualmente a Padova, dove esercita la professione di medico-psichiatra. Tra il 1885 e il 1920, come annotato dallo stesso Dr. Gallo in un articolo pubblicato sulla rivista “Calabria sconosciuta”, molti laghitani, più di cento, emigrarono a Salida, un paese attualmente di 5700 abitanti delle montagne rocciose del Colorado, Stati Uniti, a 250 Km. a sud-ovest di Denver. A tutt’oggi trecento residenti di questa cittadina risultano essere discendenti di emigrati laghitani e rappresentano il 6% dell’attuale popolazione.
Onore ai nostri emigrati e disonore ai nostri politici Onore al merito ai nostri emigrati che ovunque sono andati hanno sempre onorato e tenuto alto il nome dell’Italia e i valori della nostra civiltà, nel rispetto delle leggi, delle tradizioni e dell’identità degli Stati e delle popolazioni ospitanti. Ed, inseritisi brillantemente nel nuovo tessuto sociale, con il loro lavoro ed ingegnosità, il loro rigore morale e la loro onestà si sono affermati nei vari settori lavorativi, contribuendo alla crescita e al progresso materiale ed economico della loro seconda patria. E così hanno fatto nascere nuove ricchezze per i loro datori di lavoro, per sé e per le loro famiglie, guadagnandosi, con il loro comportamento, stima, considerazione, rispetto e simpatia da parte dei nativi di quei Paesi, che hanno consentito ai nostri emigrati di raggiungere posizioni di rilievo e di prestigio in campo culturale, economico, politico e sociale. Protagonisti straordinari ed eroici del proprio riscatto! “Siamo i treni più lunghi. /Siamo le braccia /le cinghie d’Europa. /Il sudore Diesel./Siamo il disonore /la vergogna dei governi…/Siamo /l’odore /di cipolla /che rinnova le viscere d’Europa… /Milioni di macchine /escono targate /Magna Grecia. /Noi siamo /le giacche /appese /nelle baracche /nei pollai d’Europa. /Non chiamateci da /Scilla /con la leggenda /del sole /del cielo e del mare.” Così canta l’amarezza dei nostri emigranti il poeta calabrese Franco Costabile in questa sua struggente poesia. E così scrive il giornalista scrittore Salvatore Scarpino: “Non fuggivano soltanto dai campi aridi e poveri, fuggivano da esattori e gabellieri, strozzini e ufficiali giudiziari, da un’amministrazione improvvida ed insensibile ai bisogni della gente e della regione”. Insensibilità che, duole dirlo, si è perpetuata negli anni e persiste ancora! Alla spietata analisi dello Scarpino va aggiunta la protervia, lo sfruttamento, i soprusi dei signorotti del luogo, i salari da fame corrisposti a contadini e lavoratori dai proprietari terrieri e dai datori di lavoro. Insensibilità ed ingratitudine delle amministrazioni comunali avvicendatesi negli anni che non hanno saputo gettare un ponte di solidarietà verso i nostri emigrati e creare opportune iniziative che testimoniassero gratitudine e riconoscenza nei loro confronti, stabilire con essi un legame, far nascere organismi e promuovere iniziative per risolvere i loro eventuali non improbabili problemi e necessità in Italia. E, non ultimo, per dire “grazie” per le generose e sostanziose “rimesse” di denaro dirette ai familiari rimasti in paese, le quali hanno contribuito notevolmente a migliorare le condizioni di questi ultimi. Ah, quanto danno ha fatto la miopia degli amministratori e l’ingratitudine dei loro cuori! L’esauriente e dettagliata descrizione dell’emigrazione italiana evidenzia chiaramente e conferma che essa è avvenuta nel pieno rispetto delle leggi italiane e di quelle dei paesi di arrivo dei nostri emigranti…” Avv. Alfonso Caruso
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ARTICOLO su Francesco Gallo ed i Pionieri Laghitani a Salida nel Colorado USA: (Gazzetta del Sud del 26 luglio 2007)
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ARTICOLO
di Sergio Chiatto: “LAGO: dalla ‘Repubblica Partenopea’ alla
rivolta antifrancese del 1806-1807”
(Calabria Letteraria, LV,
aprile-giugno 2007)
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ARTICOLO
su “LAGO” del Prof. Luigi Aloe
(Calabria Letteraria, Longobardi CS,
n. 1-2-3, 1975)
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Ultimo aggiornamento: 29-04-08